La strategia di Threatly: più valore con cicli di feedback
Perché evitiamo i dashboard — e come il vostro feedback migliora alert, prodotto e supporto.
Molti tool di sicurezza diventano piattaforme: dashboard, ticketing, integrazioni, assistenti IA. Threatly segue un’altra strada: scrivervi solo quando c’è un rischio reale per un fornitore del vostro stack — e usare ogni segnale che ci mandate per migliorare quelle notifiche.
Solo email è una scelta strategica
Le PMI non hanno tempo per un dashboard quotidiano. Con Threatly, ogni email deve portare a una decisione: patchare, verificare o documentare perché non si agisce ora. Il resto è rumore — e il rumore fa ignorare gli alert. Filtriamo prima dell’invio: niente roundup, niente CVE irrilevanti.
Cicli di feedback invece di liste di desideri
Non costruiamo Threatly nel vuoto. Ogni ciclo di feedback risponde a una domanda concreta: l’alert era rilevante? Perché no? Cosa vi ha spinto a iscrivervi? Perché ce ne andate? Segnali più utili di un roadmap anonimo — perché legati a eventi reali.
- Feedback negli alert: un clic per dire se ha aiutato — se non rilevante, chiediamo perché.
- Motivi invece del silenzio: fornitore sbagliato, versione errata, poco critico — entra direttamente nel filtraggio.
- Breve sondaggio dopo l’iscrizione: basta una frase — capiamo quale problema volete risolvere.
- Feedback alla cancellazione: se ve ne andate, vogliamo sapere perché — non per trattenerVi, ma per migliorare per altri team.
Cosa ne facciamo
Dal feedback aggregato miglioriamo tre cose: precisione del match fornitore, chiarezza delle azioni negli alert e il confine tra «importante» e «rumore». Niente bingo di feature — meno email irrilevanti e decisioni più rapide sui rischi reali.
Conclusione
La nostra strategia non è uno slogan ma un modello operativo: inviare meno, colpire meglio, imparare dai feedback. Per voi: meno rumore, azioni più chiare sui rischi reali — e un prodotto che si adatta alla vostra realtà.